5 ragazzi dentro Sofia
Sofia aveva ventuno anni, corpo da sogno: seni tondi e sodi, vita stretta, fianchi larghi e un culo rotondo e sodo che faceva girare la testa a chiunque. Quella sera aveva deciso di realizzare il suo fantasioso più osceno. Aveva inviato un messaggio a cinque ragazzi che conosceva da mesi: tutti tra i venti e i ventitré anni, alti, muscolosi, visi da modelli, cazzi già provati e apprezzati. Marco, Luca, Andrea, Davide e Mattia. «Venite a casa mia. Sono sola. Voglio tutti voi dentro di me stasera. Nessun limite.» Quando aprì la porta, Sofia indossava solo una camicia bianca aperta che lasciava vedere i capezzoli duri e le mutandine di pizzo già bagnate. I cinque ragazzi entrarono in silenzio, lo sguardo già affamato. Non ci fu bisogno di parole. Sofia si inginocchiò subito al centro del salotto e tirò fuori i cinque cazzi, uno dopo l’altro. Li prese in mano, li leccò, li succhiò a turno, la saliva che le scorreva sul mento mentre passava da uno all’altro. Marco le spinse il cazzo in gola fino in fondo, Luca le riempì la bocca subito dopo, Andrea le tirò i capelli mentre le sfregava il membro contro le labbra. Sofia gemette con la bocca piena, gli occhi lucidi di eccitazione. La portarono sul grande divano. Sofia si mise a quattro zampe. Marco le abbassò le mutandine e le spinse il cazzo grosso e duro nella figa già grondante, con una spinta profonda che le fece gridare. Subito dietro, Luca le aprì le natiche e le infilò il cazzo nel culo stretto, piano all’inizio e poi con spinte sempre più forti. Sofia era piena davanti e dietro, il corpo che si contorceva di piacere. Andrea le si mise di fronte e le costrinse a prendere il suo cazzo in bocca, mentre Davide e Mattia le strofinavano i membri contro le guance e i seni. Ogni buco era occupato, ogni centimetro di pelle toccato da mani e cazzi. Il ritmo diventò selvaggio. Si alternavano senza sosta. Quando Marco le sfilò il cazzo dalla figa, Andrea lo sostituì immediatamente, spingendo fino in fondo. Luca continuava a scoparle il culo con forza, le palle che le sbattevano contro. Sofia succhiava, leccava, gemiva, saliva e sborra che le colavano sul mento e sul petto. A un certo punto la girarono sulla schiena. Due cazzi le entrarono nella figa allo stesso tempo, allargandola in modo osceno, mentre un terzo le riempiva il culo e gli altri due le riempivano la bocca e le mani. Sofia urlava di piacere puro, il corpo scosso da orgasmi multipli che le facevano stringere i muscoli intorno ai membri che la martellavano. La sborra cominciò a uscire. Marco venne per primo, sparando getti caldi e densi sulla faccia e sulla lingua di Sofia. Luca la riempì di sperma nel culo, spingendo fino all’ultima goccia. Andrea le venne nella figa, la sborra che le usciva mentre continuava a essere scopata. Davide e Mattia le spararono sul seno e sulla pancia, ricoprendola di bianco caldo. Sofia non smise. Continuò a succhiare i cazzi ancora duri, a leccare la sborra dai corpi dei ragazzi, a chiedere di più. La rimisero a quattro zampe e ricominciarono: un cazzo in figa, uno in culo, uno in bocca, le mani impegnate a masturbare gli altri due. I ragazzi la usarono senza pietà, spingendola oltre ogni limite, riempiendola di nuovo e di nuovo. Alla fine, dopo quasi due ore, Sofia era un disastro bellissimo: il corpo lucido di sborra, la figa e il culo aperti e colanti, i capelli appiccicati al viso, il sorriso sazio e sporco. I cinque ragazzi la circondavano ancora, i cazzi ancora semiduri. Sofia si alzò lentamente, si leccò le labbra e mormorò con voce roca: «La prossima volta… voglio che me li portiate tutti. Voglio essere usata fino a non riuscire più a camminare.» I ragazzi sorrisero. Sapevano già che sarebbe successo di nuovo.