l'orgasmo che svegliò i vicini (e il cane)
Avevo ventitré anni e una ragazza, Sofia, che sembrava uscita da un catalogo: ventidue anni, seni perfetti, culo che chiedeva di essere morso e una voce da angelo… finché non veniva. Quella sera eravamo a casa mia. Tutto procedeva bene. Baci, mani, bocche. Quando entrai in lei era calda, stretta, perfetta. Cominciai a spingere. Sofia gemette piano. Poi un po’ più forte. Poi ancora più forte. A un certo punto alzò il volume in modo preoccupante.
«Sofia, i vicini…»
«Non me ne frega un cazzo dei vicini!» urlò. Continuai. Lei cominciò a dire cose sempre più assurde tra un gemito e l’altro:
«Scopami come se avessi rubato la corrente!»
«Più forte, sembravo la lavatrice in centrifugazione!»
«Sto venendo, sto venendo, avvisate i pompieri!» Quando venne davvero, urlò così forte che il cane del piano di sotto iniziò ad abbaiare in sincrono. Poi si sentì la voce della vicina attraverso il muro:
«Ma ce la fate a finire prima delle due?!» Sofia, ancora in pieno orgasmo, rispose urlando:
«Ci sto provando, signora Mariaaa!» Io non riuscii più a trattenermi. Venni ridendo, il cazzo che pulsava dentro di lei mentre entrambi sentivamo il cane abbaiare e la vicina bussare al muro con lo scopolino. Dopo, sudati e ridendo a crepapelle, Sofia sussurrò:
«Domani le portiamo i cornetti. E un paio di tappi per le orecchie.» Io la baciai e risposi:
«E un collare nuovo per il cane. Si è meritato di partecipare.»